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Aldo Pomponi

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Design thinking in azienda

Una decisione, un numero e una data. In novanta minuti.

Non un corso sul design thinking: una sessione sul problema che avete in mano, condotta con un metodo, con le persone che quel problema lo devono decidere.

Si entra con una domanda confusa e si esce con una domanda precisa, una misura su cui il gruppo si è messo d'accordo e la data in cui la si guarda.

Una riunione attorno a una lavagna piena di post-it: uno spiega indicando, una partecipa, un terzo guarda il telefono e un quarto ha un groviglio sopra la testa
Il punto di partenza è questo. Il metodo serve a farlo diventare altro.

I tre formati

Si comincia da dove ha senso cominciare.

Tre modi di entrare, dal più leggero al più impegnativo. Si possono fare in fila — molti lo fanno — oppure si parte direttamente dal terzo, se il problema c'è già e ha una data.

50 minuti · in azienda o in video

Benvenuto

Per capire di che cosa si parla, prima di impegnare tempo e persone.

Che cosa si fa

  • Da dove viene il metodo, e quando conviene usarlo
  • Come si riconosce una riunione che sta scavando
  • Due attrezzi da provare subito, la settimana dopo

Che cosa resta

  • Le cinque regole, in una pagina
Chiedilo →

9 ore · tre sessioni

Mini master, per imprenditori

Per chi vuole imparare a condurre, non solo a partecipare. Tre sessioni da tre ore, a due settimane l'una dall'altra.

Che cosa si fa

  • Il metodo, e si progetta il primo esercizio
  • Ognuno lo fa in azienda, sul suo tema
  • Si racconta che cosa è successo, e si rilancia
  • Si chiude: che cosa resta e come si va avanti da soli

Che cosa resta

  • Due riunioni vere già condotte
  • Le quattro consegne compilate, per ognuna
Parliamone →

90 minuti · più la preparazione

L'intervento sul vostro tema

Quando il problema c'è già, è grosso, e in azienda se ne parla da mesi senza chiuderlo.

Che cosa si fa

  • Prima: si sceglie il tema e chi deve esserci
  • La sessione: la conduco io, voi state nel merito
  • Dopo: chi porta avanti che cosa, e con quale misura

Che cosa resta

  • Una decisione, un numero e una data
  • Le tavole del lavoro fatto, da riappendere
Raccontami il tema →

Che cosa resta quando me ne vado

Roba che si appende al muro, non un file che nessuno riapre.

Un foglio grande appeso al muro con la domanda scritta in alto e i post-it raggruppati per bisogni, insight, opportunità, idee, prototipi e validazione, con la misura e la data cerchiate in rosso
Quello che resta appeso al muro a fine sessione. La misura e la data, in basso a destra, sono la parte che conta.

Chi deve esserci

Da quattro a sei persone, e una di queste di solito non parla.

Il gruppo lo scegliete voi, ma con qualche vincolo che viene dall'esperienza e che in sessione fa tutta la differenza.

Una sala riunioni preparata: sei sedie, fogli bianchi e pennarelli sul tavolo, un timer, e alla parete tre fogli con la domanda della sessione scritta sopra
Il lavoro comincia prima che entri qualcuno.

Come si svolge

Novanta minuti, e il tempo è il primo attrezzo.

Questa è la forma dell'intervento sul vostro tema. Il mini master ha lo stesso impianto, spalmato su tre sessioni con il lavoro in azienda in mezzo.

Il metodo, sullo sfondo

Non serve conoscerlo per usarlo. Serve a me per condurlo.

Sotto c'è un metodo con cinquant'anni di storia e una forma riconoscibile: si apre e si chiude due volte, prima sul problema e poi sulle soluzioni.

Il doppio diamante: dalla sfida si diverge scoprendo e si converge definendo, fino al problema definito; poi si diverge ideando e si converge prototipando, fino alla soluzione validata

La fatica sta nelle due aperture: chiudere piace a tutti, aprire sembra perdere tempo. Chi conduce serve esattamente a quello.

Il metodo per esteso: che cos'è, le cinque fasi, le regole →

Esperienze

Dove l'ho portato, e con chi.

Unione Industriale di Biella. Un percorso per gli imprenditori del territorio, nato da una loro richiesta: gente che gira il mondo e che, girandolo, si è fatta un'idea precisa di quali tecniche vanno trasferite ai figli che prenderanno in mano l'azienda. In aula tessile, meccanica, elettronica, impianti, automazione.

Università. Insegno questo metodo da otto anni. Lo pratico da venticinque come consulente di direzione, e per quindici l'ho vissuto dall'altra parte, da imprenditore.

In azienda. Dal 2002, sessioni su passaggi generazionali, lanci di prodotto, riorganizzazioni, scelte di investimento. Il tema cambia, la stanza no.

Un gruppo di persone in piedi attorno a due tavoli coperti di post-it, di spalle, davanti a un cartellone col doppio diamante e uno con i prossimi passi
Un'aula a Biella. In piedi, non seduti: è il segno che sta funzionando.

E se i numeri sono parte del problema

Porto anche il contenuto, non solo la stanza.

Quando in sessione si arriva ai costi industriali, al budget o alla mappa strategica — e ci si arriva quasi sempre — riesco a stare nel merito. È la parte che di solito richiede una seconda persona, e che qui non serve.

Ma se quelle competenze in azienda ci sono già, ci si collega. Non ci si sovrappone.

Il controllo di gestione, come lo imposto · Il passaggio generazionale

Come si comincia

Raccontami il tema in mezz'ora, e troviamo insieme il percorso più adatto.

Può essere una sessione, può essere un percorso più lungo, e a volte è un'altra cosa ancora. Lo decidiamo guardando il problema, non il listino.

aldo@aldopomponi.it

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