/* ── le regole del sistema a blocchi ── */
.ap-b{max-width:var(--largo, 72rem); margin-inline:auto; padding-inline:clamp(1rem, 4vw, 2rem)}
.ap-b.ap-largo{max-width:none; padding-inline:0}
.ap-b > :first-child{margin-top:0}
.ap-b > :last-child{margin-bottom:0}

/* ── le varianti di sistema (vedi Blocchi::VARIANTI_DI_SISTEMA) ──
   Portano il prefisso `ap-s-` e non `ap-v-`, e non e' pignoleria: cinque blocchi hanno un `fondo`
   loro, che dipingono su un elemento INTERNO. Se le due grafie si chiamassero uguale, quei blocchi
   prenderebbero anche lo sfondo di sistema sulla sezione e ne mostrerebbero due, uno dentro
   l'altro. Il prefisso dice da dove viene la variante, e le due strade non si incrociano.

   La spaziatura vince sul blocco (`.ap-b.ap-s-…` batte `.ap-b-nome` per specificita'): «normale»
   non ha nessuna regola, cioe' lascia al blocco il suo respiro. */
.ap-b.ap-s-spaziatura-stretta{padding-block:clamp(.4rem, 1.2vw, .9rem)}
.ap-b.ap-s-spaziatura-ampia{padding-block:clamp(2.6rem, 6vw, 4.6rem)}

/* Il fondo dipinge la colonna del blocco, come fanno gia' i cinque che ce l'hanno per conto loro.
   Lo scuro NON si scrive qui: si accende `notturno`, il componente della linea coordinata che
   ridefinisce TUTTI i token (testo, tenue, filo, accento). Cosi' ogni blocco che usa quei token
   si adatta da solo, e non esiste una seconda tavolozza scura che domani si scosta dalla prima. */
.ap-b.ap-s-fondo-tenue{background:var(--fondo-2, #f5f5f7); padding-block:clamp(1.2rem, 3vw, 2.2rem)}
.ap-b.ap-s-fondo-scuro{padding-block:clamp(1.4rem, 3.4vw, 2.6rem)}